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TuttoMeritoMioNews
3 Feb 2026
Il mondo dei tutor di #TuttoMeritoMio: intervista a Gianmarco Ghetti
In #TuttoMeritoMio il tutor non è solo una figura di supporto, ma una presenza costante capace di accompagnare gli studenti nei passaggi più delicati del percorso universitario. Ascolto, orientamento e fiducia sono gli strumenti principali di un lavoro che spesso avviene lontano dai riflettori, ma che incide profondamente sulla crescita personale e accademica dei borsisti. In questa intervista, Gianmarco Ghetti racconta cosa significa essere tutor oggi: dal rapporto quotidiano con gli studenti all’attenzione per il metodo di studio, fino al valore delle relazioni e delle esperienze condivise che rendono l’università non solo una sfida, ma anche un’occasione di scoperta e trasformazione.
Qual è il tuo ruolo come tutor all’interno di #TuttoMeritoMio?
Il mio lavoro si muove su più livelli. Da un lato sono in contatto diretto con gli studenti: rispondo alle loro domande durante le selezioni, partecipo al processo di valutazione e al profiling, e seguo poi un gruppo di borsisti come tutor di riferimento. Dall’altro, il cuore del mio ruolo è l’accompagnamento lungo il percorso universitario.
Non entro nel merito della preparazione di un singolo esame: non dico come studiare una materia specifica. Mi concentro piuttosto sul metodo, sulla gestione degli esami, sul modo in cui gli studenti affrontano questa fase così delicata. A volte mi capita di parlare con ragazzi e ragazze preparatissimi, che però vorrebbero rimandare un esame perché manca loro la fiducia. In questi casi il tutor diventa una presenza che sostiene, che accompagna e che aiuta a rimettere a fuoco le proprie capacità.
Lavoriamo molto anche sulla prevenzione delle difficoltà: time management, scelta degli esami da affrontare per primi, come evitare gli errori tipici dell’inizio del percorso universitario, quando accettare un voto, come non procrastinare gli esami più complessi. L’obiettivo non è accelerare, ma rendere il percorso più sostenibile, più sereno, più adatto alla persona. In questo senso, aiutare uno studente a costruire una strada di realizzazione personale è parte integrante del nostro lavoro. Accanto a tutto questo, contribuiamo anche all’organizzazione delle attività del programma.
Come hai visto evolvere gli studenti nel tempo?
#TuttoMeritoMio offre un punto di osservazione privilegiato sui cambiamenti delle nuove generazioni, perché non è solo una borsa di studio, ma un sostegno più ampio allo studio e alla crescita. Questo ci permette di osservare l’evoluzione degli studenti da almeno due prospettive.
La prima riguarda il modo in cui investono le risorse: questo aspetto è cambiato moltissimo nel tempo. La seconda è l’atteggiamento nei confronti dell’università. Restando in ascolto, senza fare pronostici, si colgono trasformazioni profonde: le facoltà scelte, i progetti di futuro, il significato stesso attribuito allo studio.
Un tempo l’università era vissuta soprattutto come un’esperienza: certo, anche come ascensore sociale, ma prima di tutto come un passaggio formativo ed esistenziale. Oggi la motivazione allo studio è spesso diversa, più orientata agli obiettivi. A volte mi capita di ricordare ai ragazzi che l’università è sì una sfida, ma può e deve essere anche qualcosa di bello, di stimolante, persino divertente.
Come tutor cerchiamo sempre di intercettare eventuali criticità prima che diventino ostacoli. Parlando con una studentessa, ad esempio, cerco di capire se si senta a suo agio nel nuovo ambiente, soprattutto quando il percorso universitario è molto diverso da quello delle scuole superiori. Se prova curiosità nel conoscere persone nuove, se sente che si stanno ampliando i suoi orizzonti. Raccontare e valorizzare questo lato dell’università per noi è fondamentale.
Per questo crediamo molto nel peer tutoring: non solo come supporto allo studio, ma come occasione di crescita umana. Non solo appunti, consigli o scorciatoie, ma relazioni, socialità, connessioni. L’esperienza di questa borsa di studio vuole mettere al centro proprio questo: il valore delle relazioni.
C’è un ricordo che porterai sempre con te?
Uno dei momenti che ricordo con più piacere è la visita alla Ferrari. Portare i ragazzi di #TuttoMeritoMio in un luogo di eccellenza come quello è stato molto significativo. Non so se tutti loro torneranno mai lì, ma so che quell’esperienza ha lasciato qualcosa.
In particolare, una studentessa mi ha colpito profondamente: nei suoi discorsi sulla sostenibilità e sulla complessità del reale ho sentito un grande coraggio verso il futuro, quasi in controtendenza rispetto al clima di disillusione che spesso circonda questa generazione. Credo che i giovani abbiano tantissimi valori e occasioni come questa permettono loro di vedere da vicino soluzioni innovative, ma anche di comprendere che il mondo sta cambiando e che, con esso, cambieranno anche i modelli economici e produttivi.
Sarei molto curioso di incontrare di nuovo gli studenti delle prime edizioni, per scoprire che strade hanno intrapreso e quali progetti stanno vivendo oggi. Mi è già capitato, ad esempio, di risentire una ragazza del primo anno che mi ha chiesto un confronto sulla scelta di un master. Sono momenti che danno senso a tutto il lavoro che facciamo.